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14 Marzo

Donne, corpi, genere | Un chilo alla volta

Nel calendario civile italiano il mese di marzo è dedicato ad affrontare i temi della cittadinanza di genere, dello spazio delle donne nella società, delle relazioni di potere tra i sessi, degli immaginari di femminilità, dei corpi come dispositivi politici di rappresentazione e militanza.

Anche quest’anno M9 – Museo del ’900 si impegna nella narrazione della storia delle relazioni di genere e della trasformazione della società avviata nel corso del Novecento con tre appuntamenti che indagano in dettaglio questioni politiche di primo piano, tanto nel secolo scorso, quanto oggi.

La rassegna Donne, corpi, genere si concentra su tre grandi questioni che riguardano la salute della donna, la politica, le istituzioni, il linguaggio, le identità di genere, gli stereotipi e le trasformazioni delle rappresentazioni pubbliche in tema di rapporti tra i sessi. Lo spunto alla riflessione nasce da alcuni volumi di recente pubblicazione che saranno presentati nell’Auditorium “Cesare De Michelis”.

Nel secondo incontro della rassegna, in programma giovedì 14 marzo 2024 alle ore 17.30, si presenterà il volume della giornalista Irene Vella, Un chilo alla volta. Viaggio di andata e ritorno dalla prigione dell’obesità (Feltrinelli, 2023), che ricostruisce la personale battaglia dell’autrice per uscire da una condizione di obesità.

In dialogo con la scrittrice Annalisa Bruni, l’autrice affronterà il tema della salute del corpo delle donne oltre gli stereotipi, le campagne di body shaming, i condizionamenti sociali e culturali, per promuovere un messaggio di emancipazione individuale, accettazione, felicità e libertà.

Sospeso tra malattia fisica, aspetti psicologici, qualità della vita e condizionamenti sociali, il tema dell’obesità è problema che non interessa solo le donne ed è in crescita negli indicatori medici di tutte le società occidentali. La società del benessere fin dagli anni settanta del Novecento ha rappresentato un fattore di contesto fondamentale per lo sviluppo dell’obesità nella popolazione: in occidente oggi, lungi dal morire di fame, è più facile che si muoia per malattie direttamente o indirettamente connesse all’eccesso di peso. Come scrive l’autrice, la condizione dell’obesità è un “viaggio all’inferno”. Fortunatamente non una fine, ma un viaggio con un ritorno ad una seconda vita.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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