
Sabato 10 e domenica 11 ottobre il museo apre le porte con ingresso gratuito in occasione dell’allestimento che celebra i 100 anni di ENI a Venezia, nel foyer del museo dall’8 al 18 ottobre
Banksy. Painting Walls si addentra nell’immaginario artistico di un autore che ormai da oltre un ventennio attraversa la scena culturale mondiale.
Un artista che, anche negli attuali scenari di guerra, è intervenuto con le sue opere, mostrando ancora una volta la sua capacità di stare in mezzo al presente e di muoversi tra temi come la situazione climatica, le disuguaglianze sociali, le crisi migratorie, i conflitti e i diritti dei popoli.
Fulcro dell’esposizione sono tre muri originali dell’artista britannico: tre straordinari pezzi provenienti da collezioni private, dipinti da Banksy nel 2009, nel 2010 e nel 2018, a Londra, nel Devon e nel Galles.
Protagonisti di questi tre lavori sono tre adolescenti, rappresentanti di una nuova generazione che sembra essere la più sensibile da sempre alle tematiche intorno alle quali si muovono gli interessi dell’artista inglese.
Season’s Greetings, apparso a Port Talbot, in Galles, nel dicembre 2018, è stato scelto come immagine della mostra. Si tratta di un’ampia porzione di muro su cui Banksy ha dipinto un ragazzino con le braccia spalancate e la lingua tesa fuori dalla bocca per assaporare i fiocchi di neve che cadono dal cielo. Fiocchi che, però, si scoprono essere cenere che si leva da un bidone della spazzatura in fiamme. Port Talbot è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la città più inquinata del Regno Unito.
In mostra, oltre ad altri due muri – Heart Boy e Robot/Computer Boy – sono presenti alcuni pezzi unici che arricchiscono il percorso espositivo, nel complesso composto da oltre settanta opere originali.
“Questa mostra sovverte l’idea romantica, ma del tutto estinta, dei graffiti come arte di ribellione che si muove nell’illegalità.
Banksy sa esattamente se il muro dove andrà a dipingere è di un privato o meno, e conosce benissimo il destino del suo pezzo. Serve una nuova critica che accompagni l’opera alla tutela e alla comprensione di questa forma d’arte che è già corrente artistica”