Dopo il successo mondiale della mostra Anthropocene, esplorazione multimediale che documentava l’indelebile impronta umana sulla terra, il fotografo Edward Burtynsky continua la sua indagine sull’impatto dell’azione umana sul pianeta attraverso una nuova mostra che arriva in anteprima italiana in M9 – Museo del ’900 dopo il debutto, applaudito dalla stampa internazionale, alla Saatchi Gallery di Londra.
La mostra è la più ampia antologica sugli oltre quarant’anni di carriera del grande artista canadese Edward Burtynksy che ha dedicato la sua vita a testimoniare l’impatto ambientale del sistema industriale sul nostro pianeta.
Il lavoro di Burtynsky si concentra su quelle che l’artista descrive come “le incursioni industriali su larga scala nel pianeta”.
Attraverso una profonda comprensione storica della creazione delle immagini e una impressionante padronanza del mezzo fotografico, Burtynsky invita i suoi spettatori a guardare luoghi che esistono al di là della nostra esperienza comune, luoghi che soddisfano i nostri desideri e bisogni del presente ma che, allo stesso tempo, determinano il futuro del nostro habitat.
Le grandi fotografie di Burtynsky si presentano a un primo sguardo come affascinanti e indecifrabili campiture di colori e di forme astratte, che lasciano gli osservatori sospesi di fronte a oggetti naturali o antropici spesso non immediatamente intellegibili, ma capaci di attirarli dentro l’opera.
Curata da Marc Mayer, già direttore della National Gallery of Canada e del Musée d’Art Contemporain de Montréal, con progetto allestitivo di Alvisi Kirimoto, l’esibizione propone oltre 80 fotografie di grande formato, 10 murales ad altissima definizione, un’experience di realtà aumentata e un’inedita sezione, chiamata Process Archive, che mostra gli strumenti e le fotocamere usate negli anni da Burtynsky nel corso della sua instancabile navigazione intorno al mondo, inclusi quei droni che gli hanno permesso di allargare ulteriormente l’obiettivo delle sue fotocamere.
Nel corridoio del secondo piano di M9 è esposta, inoltre, una serie di fotografie della campagna fotografica commissionata a Burtynsky dalla Fondazione Sylva nel 2022 per testimoniare gli effetti della Xylella sugli olivi pugliesi: un disastro ambientale che ci permette di cogliere e misurare concretamente gli effetti del cambiamento climatico anche sul nostro Paese.
Infine, la nuova sala M9 Orizzonti è stata impiegata per proiettare in modalità immersiva e per la prima volta in Italia, lo spettacolare e pluripremiato cortometraggio In the Wake of Progress [Sulla scia del progresso] (2022), coprodotto da Burtynsky assieme al celebre produttore musicale Bob Ezrin e con le musiche originali del compianto Phil Strong.